giovedì, 29 ottobre 2009
Alessandro Fersen
Ci sono persone che ti sembra di conoscere da sempre.
Alessandro Fersen mi sembrava di conoscerlo anche da prima.
In quella Roma degli anni Cinquanta, mentre venivo scorrazzato da mia madre su e giù per il Pincio, lui era già nello studio di mio padre, che iniziava a cimentarsi nella emergente professione di dottore commercialista, a far quadrare i conti, o almeno a tentare di farlo, alle prese con idee che cercavano di diventare attività come il cabaret-teatro I Nottambuli a Via Veneto.
Così da ragazzo, quando dalla commedia all’italiana al sessantotto scorrevano anni in cui i libri di scuola impedivano il mio ingresso, ipotizzato ma rimasto solo desiderato, al mitico Studio Di Arti Sceniche, Alessandro Fersen era nome presente sia nelle parole sentite che nelle fantasie.
E poi tra dichiarazioni dei redditi e bilanci, lungo un trentennio dove l’ho incontrato nelle vesti di praticante e poi di collaboratore del titolare e poi di successore, secondo metamorfosi imposte dalla vita, mentre immutabile trovavo la compagnia della sua parola e della sua figura.
Tante le storie e le situazioni condivise in ragione delle conseguenti derivanze tributarie o societarie, tanti gli incontri e le ore passate in dialogo, dirimpettai sulla mia scrivania.
Ore in cui non è mai mancata la parola in più. Il fatto in più narrato a dar senso vero alle cose. A volte anche lo stato d’animo.
Negli anni novanta, in particolare, quando lo interrogavo sulla sua refrattarietà alla visibilità, a partecipare a tutto quello, televisione o altro, che per i più sembrava essere scopo primario e ragione di vita, mi rispondeva sempre ed inderogabilmente con il sottolineato desiderio del voler dedicare tutto il suo tempo allo scrivere, al giusto riordino della sua opera, alla sua compiuta trasmissibilità.
Perciò una fondazione.
Per dare un contributo a che questo avvenga.
Per fare da supporto a quanti sentano di dare il loro contributo.
Ma anche, a esser sinceri, perchè quanto è stato continui in qualche modo ad essere con la compagnia della sua parola e della sua figura. F.A.F.








http://www.fondazionefersen.org/

,,,Chi è interessato è il benvenuto.
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domenica, 11 ottobre 2009


l
 



 
La Donna CornicioneQuando te penso co’ un po’ d’esitazione,
me sembra d’esse in pizzo a un cornicione.
Traballo, vedo in basso e m’aritiro,
pensando de cadè co’ un capogiro.
Ma poi succede che spesso viene a piove,
così de brutto, a scroscio, n’acquazzone,
che m’arisveja e m’ariporta dove,
piedi pe’ terra e co’ le spalle ar muro,
                        invece de damme der volo l’emozione,
                       me serve da riparo, er cornicione,
                        tanto pe esse un friccico al sicuro.

 
postato da: famoHPsse alle ore 18:55 | Permalink | commenti (12)
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domenica, 04 ottobre 2009

keeley hazell



Dante_Alighieri







Daje a remà!



Lingua  mutante di diversi accenti

lingua di radio e televisioni

lingua strumento di diverse menti

lingua di chiacchere e lingua di opinioni

lingua che a volte non ha più parole

e batte sempre dove il dente duole

          ( …Alighiè, dà retta a me, mo’ de inferni nun te ne basterebbero due!..)


stato-vegetativo
 
postato da: famoHPsse alle ore 09:43 | Permalink | commenti (18)
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venerdì, 04 settembre 2009

 Il Messaggero, 31 luglio 2009
Il tramonto di Fregene, il mare, la spiaggia, tanti personaggi famosi e un tuffo nella cultura: sono gli ingredienti di “Sogno d’una notte di mezza estate: la poesia incontra il business”, il Premio che si è svolto ieri nella Perla del Tirreno. L’evento è stato presentato da Rachele Zinzocchi e Giuseppe Sciascia.Fregene, Lancia Riva Beach.
Fra gli ospiti personaggi del mondo dello spettacolo, della cultura, della politica e del business.

                        

 GOSSIP di AgostoGOSSIP

 

                               Libero, 2 agosto 2009

Libero

 

 

 

 

Grazie all'invito di Rachele Zinzocchi raccolto su facebook, ho avuto la faccia tosta di partecipare con la mia

 DUE TETTE SOTTO IL CIELO  (cover di Due dita sotto il cielo, con le migliori scuse a Lucio Dalla)(http://famohpsse.splinder.com/post/15987331/Post+n%C2%B0+30+-+Fregene)

 e ho vinto il Premio della Giuria Popolare.   

E' inutile negare che a me questo facebook sta diventano sempre più simpatico.

 Libero 

                                                                            

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venerdì, 07 agosto 2009

Le Scale del BLUES

Succede che su facebook fondo il gruppo

Promozione e Diffusione degli Sfringiuni nel Mondo

che piace alla Pro Loco di Trivento che lo pubblicizza un po’, sicchè ad oggi annovera oltre 470 membri.

Succede anche che ne nasce una serata dove il mix (ambiente, musica e degustazione) è del tutto particolare  ed è bella la voglia d’esserci.

Succede che a ‘sto facebook, come piccione viaggiatore, qualche merito bisogna pur riconoscerlo.

Sfringiuni di Trivento

Ricetta originale degli Sfringiuni

Kg. 1 di farina
Un cubetto di lievito di birra
Sale e pepe
Gr. 250 (anche 300) di patate lessate e passate
Acqua con rosmarino

Disporre a fontana la farina sulla spianatoia, disporre le patate al centro e sbriciolare il lievito sulla farina, salare e pepare.
Iniziare a versare l’acqua di rosmarino appena tiepida (fare bollire un paio di litri d’acqua con qualche rametto di rosmarino, poi, spegnere il fornello, e lasciare raffreddare l’infuso coperto) lavorando con la mano le patate aggiungendo sempre acqua e intridendo la farina fino ad assorbirla tutta ottenendo un impasto molto morbido.
Ungere un tegame di volume tre volte superiore quello della pasta e depositarvi l’impasto ungendo anche la superficie.
Quando la massa ha raddoppiato di volume (e anche di più) mettere abbondante olio in una padella larga, possibilmente di ferro o di acciaio inossidabile, e farlo scaldare fino a quando un pezzetto di pasta buttato nell’olio frigge e si gonfia.
Allora preparare una tazzina piena d’olio, intingere le dita e, pizzicando la pasta, prendere una quantità quanto un mandarino, allargare la pasta con le mani e allungarla come un nastro. Adagiarla nell’olio e aspettare un momento prima di lasciarla.
Fare dorare e tirarla fuori.

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giovedì, 23 luglio 2009

 

Quella mattina, quando si svegliò, Adamo si sentì addosso circa un venti per cento in meno.

 Si rivolse al Padreterno e domandò "e ch'è successo?".

"Niente" gli rispose il Padreterno "ti ho scorporato l'EVA".

"E che vor dì?" fece Adamo ed ebbe per risposta "Nun te fa' troppe domande, ma ricorda sempre che l'EVA è una partita di giro che colpisce solo il consumatore finale".

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sabato, 20 giugno 2009
Tosto come un sampietrino
indeclinabilmente romano
sempre più nel mio terreno affondo
eppur voglio essere e sono
per i passi che ho sopra e per tigna
cittadino del mondo

sampietrini
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domenica, 17 maggio 2009

C’ero una volta
e così com’ero
oggi non ci sono più,
ma anche tu
non sei più la stessa tu.

C’ero una volta
e invece adesso
sono un altro, il figlio di me stesso,
se tu lo sai com’è ch’è stato
RACCONTAMI LA NOTTE IN CUI SONO NATO.

.

.

...una musica così

 e le prime due strofe a vedere se le altre arrivano

 per una canzone solo immaginata...

...per una canzone inspirata da un libro http://giulioperroneditore.it/node/72...

postato da: famoHPsse alle ore 08:29 | Permalink | commenti (9)
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giovedì, 07 maggio 2009

Succede che sabato 9 alle ore 19,30 al Tuma's Book Bar

http://www.tumasbookbar.com/

avverrà lo storico evento della presentazione de

IL SE’, LA POESIA, IL MONDO

http://www.tumasbookbar.com/news.interna.php?notizia=350

antologia curata da Letizia Leone ed edita sotto il marchio LAB http://giulioperroneditore.it/node/328 

che raccoglie espressioni poetiche di 6 autori di sicura fama futura quali le affascinanti  Fabiana Frascà e Simona D’Urbano, il giovine Luca Brunetti, Alessandro Andreoni, Jago ed Io.

Annamaria e Pietro canteranno due mie cover ospitate nell’antologia.

E, come dice il Venditti, tutto il resto è vita.

 

***

Queste non sono nell’antologia, ma nelle sue pieghe.

 

Trionfo di Bacco e le tre Poetesse

(Quant'è bella la Jacuzzi)

Quant’è bella la Jacuzzi
se c’è dentro la Marcuzzi!
Chi vuol esser lieto, sia:
ci si tuffi in allegria.
Tre Poetesse ho conosciuto
che di Bacco sono amiche:
insieme a lor non c’è mestizia,
ma poetica Letizia.
Quant’è bella la Jacuzzi
se c’è dentro la Marcuzzi!
Chi vuol esser lieto, sia:
ci si tuffi in allegria.
Con la voce un poco arcana,
mi carezzan di Fabiana
versi e rime alla Valduga
ch’ogni scrupol metton in fuga.
Quant’è bella la Jacuzzi
se c’è dentro la Marcuzzi!
Chi vuol esser lieto, sia:
ci si tuffi in allegria.
Bimbamatta è un po’ Simona
ma anche molto liquorosa:
se l’hai accanto non riposa
la tua voglia al fin birbona.
Quant’è bella la Jacuzzi
se c’è dentro la Marcuzzi!
Chi vuol esser lieto, sia:
ci si tuffi in allegria.

 

 

O cavalier garbato di maniere

O cavalier garbato di maniere
Giullare ognor e dal sorriso aperto
Che scaldi rosso il vino nel bicchiere
A baccanti che il core t’hanno offerto!

Gentil messere e cavalier! servente
di rose e vino la nostra sera ardente
scriver stil novo non è rima matta
ma studio e foco che cuoce in pignatta!

Hai vivo d'amore il sorriso
lo sguardo di più d'ironia,
gentile cavalier dal cuore generoso sei Tu
a sorprenderci con intelligenza e rara simpatia!

Poetesse mie io giuro che vi amo
e il pensier mio a voi corre stasera
che i vostri versi leggo, rileggo e bramo
qual canzon a me cara e tanto lusinghiera,
sicchè, o Donne, porgovi preghiera
e vi domando quando ci arifamo?

 

 

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mercoledì, 22 aprile 2009

matrimoni scoppiati

Roberta Pontani è uno degli autori più emblematici per vitalità di comportamenti  ed entusiasmi sinallagmatici di quella che ormai può definirsi la  Lost Generation  della Giulio Perrone Editore.

Compagna di antologie e di corsi, mi invia la seguente proposta in cui forse non è assente un retrogusto d’ironia. Ci mediterò su non senza il conforto della rilettura del suo racconto Nel bene o nel male? in MATRIMONI SCOPPIATI, per la filosofica conclusione che finchè c’è corso c’è speranza.

 

TEMA DEL CORSO: diventare intelligente quanto una donna (quindi essere perfetti)
OBBIETTIVO PEDAGOGICO: corso di formazione che permette agli uomini di sviluppare quella parte del cervello della quale ignorano l'esistenza.
PROGRAMMA: 4 moduli di cui uno obbligatorio.

MODULO 1: CORSO DI BASE OBBLIGATORIO
1) imparare a vivere senza la mamma (2000 ore)
2) la mia donna NON è MIA MAMMA (350 ore)
3) capire che il calcio non è altro che uno sport (500 ore)

MODULO 2: VITA A DUE
1) avere bambini senza diventare geloso (50 ore)
2) smettere di dire boiate quando la mia donna riceve i suoi amici (500 ore)
3) vincere la sindrome del telecomando (550 ore)
4) non fare la pipì fuori dal water (100 ore, esercizi pratici con video)
5) riuscire a soddisfare la mia donna prima che cominci a far finta (1500 ore)
6) come arrivare fino al cesto dei panni sporchi senza perdersi (500 ore)
7) come sopravvivere ad un raffreddore senza agonizzare (300 ore)

MODULO 3: TEMPO LIBERO
1) stirare in due tappe (una camicia in meno di due ore: esercizi pratici)
2) digerire senza ruttare mentre lavo i piatti (esercizi pratici)

MODULO 4: CORSO DI CUCINA
_Livello1 (principianti): gli elettrodomestici: ON=ACCESO OFF=SPENTO
_Livello2 (avanzato): la mia prima zuppa precotta senza bruciare la pentola.
_Esercizi pratici: far bollire l'acqua prima di aggiungere gli spaghetti.

Sono inoltre previsti dei temi speciali di approfondimento; a causa della complessità e della difficoltà di comprensione dei temi, i corsi avranno un max di 8 iscritti:
TEMA 1: il ferro da stiro; dalla lavatrice all'armadio: un processo misterioso
TEMA 2: tu e l'elettricità: vantaggi economici del contattare un tecnico competente per le riparazioni
TEMA 4: perchè non è reato regalarle fiori anche se sei già sposato con lei
TEMA 5: il rullo della carta igienica: "la carta igienica nasce da sola nel portarullo?" (esposizioni sul tema della generazione spontanea)
TEMA 6: come abbassare la tavoletta del bagno passo a passo (teleconferenza con l'Università di Harward)
TEMA 7: perchè non è necessario agitare le lenzuola dopo aver emesso gas intestinali (esercizi di riflessione di coppia)
TEMA 8: gli uomini che guidano possono chiedere informazioni ai passanti quando si perdono senza il rischio di sembrare impotenti (testimonianze)
TEMA 9: la lavatrice: questa grande sconosciuta della casa
TEMA 10: differenze fondamentali tra il cesto della roba sporca e il suolo
TEMA 11: l'uomo nel posto del passeggero: è geneticamente possibile non parlare o agitarsi convulsamente mentre lei parcheggia?
TEMA 12: la tazza della colazione: lievita da sè fino al lavandino? (esercizi diretti da Silvan)
TEMA 13: comunicazione extrasensoriale: esercizi mentali in modo che quando gli si dice che qualcosa è nel cassetto dell'armadio non domandi "in quale?"
 

 

postato da: famoHPsse alle ore 21:58 | Permalink | commenti (32)
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