Le case che sanno di pane
Le piacciono le case che sanno di pane e, senza saperlo, se mai c’incontreremo, ha fissato lì il nostro appuntamento.
Le case in cui ogni bacio è il remake del primo bacio e dove, tutti i giorni, ognuno è la cover del meglio di se stesso.
La Cover Theory,
ovvero l’arte contemporanea come re-interpretazione,
estesa dal mondo della musica in altri ambiti espressivi come in poesia,
è estendibile anche nella vita.
Le case che sanno di pane esistono ed esistono nel reale. Sono punti di partenza, di arrivo, di pausa, di ripartenza.
Dopo che ci sei stato ti senti un po’ nuovo, ma sei sempre tu, nuova è la voglia, nuova è l’energia.
Ho qualche indirizzo. Tutti hanno qualche indirizzo. Anche le ragazze che hanno perso gli stivaletti rossi.
Il pane si addice a tutto:
all’olio, al pancotto, al cacio,
all’uva, per dare un sapore di bacio,
al vino, al brodo, al prosciutto,
a se stesso, pane con pane.
Anche da solo, come speranza…
(Juan Ramon Jimènez)
Io non mi addico a niente,
se prendo il pancotto mi scotto con l’olio bollente,
né uva, né vino,
se dò un bacio ha sapore di cacio,
mai un brodo, sempre all’asciutto,
ma va bene lo stesso, anche se ho fame:
di Te, del Mondo e del Pane.
(Cover)







