sabato, 18 novembre 2006

 

    Dell’amore ed altre quisquiglie

 

 

 A Via del Governo Vecchio, più che piano bar, Gardenia è un piano pub.

 Su strada, alla chi entra entra, per un angolo qualsiasi battezzato il tuo angolo, musica che lega parole e sguardi, silenzi.

Gardenia e poi

bicchieri vuoti tra di noi

su marmo freddo come te

che cerchi una storia che non c’è.

Gardenia e poi

ingannevole musica per noi

confusione un po’ così

ed io che non ricordo come finì.

Gardenia e poi

chissà che cosa vuoi

comunque domani lo so

accanto a te mi sveglierò.

Gardenia e poi

un altro wisky farmi male non può

più di quanto male ho

tanto la musica sempre più confusa non l’ascolterò.

Gardenia e poi

oggi sono io, ieri eravamo noi,

Gardenia e poi

oggi sono io, ieri eravamo noi.

 E poi?…E poi che?

 Mettiamoci una pezza. La solita, classica, insostituibile, insfanculabile pezza.

 Oppure no. Che lo strappo rimanga.

 Questione di metratura.

 Della pezza e dello strappo.

 Questione di scelta solo apparente.

 Occorre che la musica scorra secondo il suo tempo.

 Nel frattempo scriverci una canzone sopra può aiutare.

 Ma ci sono altri modi. Migliori.

 Ne propongo alcuni, secondo esigenza:

 .

 1a)-Aprire un blog

 1b)-Aprire un pub

 1c)-Aprire il cervello

 .

 2a)-Organizzare una festa per singles al Castello Odelscalchi a Bracciano

 2b)-Invitare a cena, secondo gusti, Tom Cruise o Katie Holmes (io inviterei  Manuela Arcuri, per la quale, non so perché, ho una simpatia istintiva)

 2c)-Organizzare i prossimi inviti su base scientifica

 .

 3a)-Riflettere sul perché la storia è finita

 3b)-Riflettere sul perché la storia è durata così a lungo

 3c)-Riflettere se stavate vivendo la stessa storia (scelta sconsigliata nei casi di self control carente)

 .

 4a)-Scrivere una lettera

 4b)-Scrivere un racconto

 4c)-Scrivere o far scrivere una citazione

 .

 5a)-Dirsi che non si può sempre essere felici

 5b)-Dirsi che ciò che non distrugge fortifica

 5c)-Dirsi che a volte è meglio non dirsi niente (scelta fortemente suggerita a chi, nel vuoto, si accorge di non avere paracadute)

 

 

   Nel caso abbiate totalizzato almeno quattro risposte contraddistinte con la lettera c) potete aver fiducia in una qualche prospettiva di sollecita guarigione. Auguri.

   Nel frattempo vi aspetto al Gardenia, se c’è ancora.

    

  

 

   

 

 

postato da: famoHPsse alle ore 16:24 | Permalink | commenti (42)
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venerdì, 03 novembre 2006

     Un vicolo non è mai cieco

 

 

Le tre bottiglie di birra vuote erano perfettamente allineate sul bordo della pedana.

Non altrettanto allineato alla sua chitarra Pietro cantava per pochi eletti:

E così dietro l’angolo

 abbiam trovato un vicolo

ci siam fermati un attimo

a parlarci con gli occhi

a bere insieme al Sax Club.

Ieri è quasi un secolo

ma a rimorsi e rimpianti

siamo sopravvissuti

tra giorni fatti di ore

ed anni fatti di minuti

domani forse ti dirò

se di nuovo berremo insieme

in qualche Sax Club

Sax Club

I pochi eletti erano Giovanni, che aveva scritto le parole, Leonida che aveva la disgrazia di essere amico di Pietro e Giovanni e altri cinque o sei volti ormai rimossi dalla memoria.

In ricordo di quel vicolo e per quei tre e per tutti quelli che credono di trovarsi in un vicolo cieco, è bene che si sappia che un vicolo non è mai cieco.

Infatti basta girarsi e ripercorrere, magari barcollando, la strada fino ad un certo punto per poi ripartire.

Un vicolo è, quindi, utile, perché ti costringe a ripercorrere, e ripercorrere vuol dire riflettere.

E se proprio avete irrimediabilmente perso la brocca, allora mi sia consentito citare la Leopardi (www.fulvialeopardi.it) Spero che il tuo cuore senta l’amore: quello che non ha strategie, ma trova sempre la strada.

 

- A rigà, veramente, famo a capisse!

 

 

 

 

 

postato da: famoHPsse alle ore 22:29 | Permalink | commenti (50)
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