domenica, 31 dicembre 2006

             

                    PorCi con le ali

 

In Appollaiati sul balcone (Giulio Perrone Editore), nel suo racconto di esordio, Henny Angelica Berardinelli scrive “Eravamo giovani, lo siamo ancora. Lo saremo per sempre se vogliamo, ma lì lo eravamo di più”, poi a Natale mi ha regalato Eterna Ragazza (Rizzoli) di Lidia Ravera con tanto di dedica “…perché in fondo lo so che lei è un po’ la donna della tua vita…” in virtù, credo, delle parole che ci sentì scambiare quella sera al corso di scrittura creativa come segni di appartenenza generazionale e che evidentemente ritrova nel risvolto di copertina nel punto che ha avuto cura di sottolineare con la penna biro “Norma, eroina matura e orgogliosamente fuori dal coro, per il coraggio con cui riconosce le proprie incertezze, per l’ostinazione con cui combatte le certezze crudeli degli altri, per allegria, curiosità, passione sembra proprio una “eterna ragazza”. Eternamente giovane. E mai riconciliata”.

 

Lo sto leggendo facendo zapping con La ballata delle prugne secche (Castelvecchi) di Pulsatilla (http://pulsatilla.splinder.com), grazie a segnalazione della mia Maestra, la cui bravura è seconda soltanto alla sua bellezza e di cui ovviamente sono innamorato con il dovuto rispetto.

 

E’ un buon mix, che, lontano dal voler essere un passaggio di testimone, è un correre insieme, anche a vedere chi ha più fiato.

 

Eterno ragazzo non è chi, a dispetto del tempo, “rimane” ragazzo dentro, che se oggi un qualcuno fosse rimasto il ragazzo che era negli anni settanta, sarebbe peggio che un marziano. Né vecchio, né giovane, solo scemo.

Eterno ragazzo è chi, a dispetto del tempo, “capisce” ragazzo i giorni che vive ed ha capacità di visione delle cose veramente contemporanea allo stesso modo di chi non ha alternative ad esser ragazzo per ragioni d’età.

 

E si parla lo stesso linguaggio, si fa a capirsi e, se si litiga, si litiga per convinzione, non per incomprensione.

 

Non è semplice.

Per fortuna abbiamo ancora le ali.

Ma.

Eravamo Porci con le ali ed ora dobbiamo PorCi con le ali.

 

 

     

postato da: famoHPsse alle ore 17:04 | Permalink | commenti (36)
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martedì, 19 dicembre 2006

---------------Siamo Tutti Scrittori di Strada---------

Al corso di scrittura creativa tutti avevano diritto a due compagni di banco tranne Miriam G. L. Serranò, che a sinistra aveva me e a destra il muro.

Costretta all’attenzione ed alla concentrazione, ne ha tratto tal profitto che ora, non solo scrive racconti subito pubblicati, ma cura anche raccolte antologiche come I vicoli di Roma, che, a pensarci bene, è spazio giusto per chi si sente scrittore di strada.

Come il blogger.

Il blog è un vicolo, una piazza o una piazzetta eletti a proprio personale teatro.

Per amici e sconosciuti.

Per sconosciuti che diventano amici, a volte.

Per gente che passa e si ferma solo se vuole, che lascia un commento solo se vuole.

Certo, Roma ci mette molto del suo (si fa presto a dire vicoli) e l’abbraccio tra il luogo e il personaggio è accordo di non lotta al protagonismo per ineluttabile consapevolezza di esigenza di gioco di squadra.

Così, però, anche il blogger e il blog, piazzetta senza storia che si riempie di storie.

Così anche Miriam, nel vicolo tra me e il muro. 

Siamo tutti scrittori di strada. Speriamo di rimanerlo sempre.

Qual’è ora la tua Itaca, Miriam?

postato da: famoHPsse alle ore 22:35 | Permalink | commenti (35)
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sabato, 02 dicembre 2006

 

 

 

 

            puntoAVVERBIOpunto

 

 

Doveva essere una presentazione ed stata una tavola rotonda. Ferdinando Pastori e Giovanni Di Muoio. Euthanasia e diMostrare le cose a parole. C’era anche Cristiana Morroni in felice attesa di Ci fosse il vento.

Ferdinando scrive. Così.

 

Ancora.

Il verde e l’azzurro.

Un’altra volta. Il dubbio di.

Aver ignorato qualcosa d’importante che al contrario dovresti assolutamente ricordare.

 

Potere di sintesi. In morte della parola inutile. Scrivere è non dover mai dire “scusa, ma non ho avuto il tempo di essere breve”. Perciò. Parola come immagine. Come suono. Come sensazione. Anche di Aurora. Mia.

 

Perché ha suono di schiaffo di vento sulla vela,

perché è silenzio e spazio e luce rara,

come mente che apre per idea.

 

In morte della parola inutile.

E qual'è la parola inutile ?

Va salvata la parola inutile ?

Nello scrivere e nella vita ?

 

punto Avverbio punto, due punti come guardie del corpo di un’emozione, a difenderla dal passato e dal futuro

 

 

 

postato da: famoHPsse alle ore 10:53 | Permalink | commenti (88)
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