sabato, 26 gennaio 2008
RAC-CORTI

 

 

 

 

 

 

 

Rapporto emotivo con oggetto scenico.

 

 

 

 

 

 

 

Fuori è Via del Governo Vecchio, dentro è Gardenia. Un pub con uso di piano bar.

Dal semibuio un chiunque sottofondeggia una canzone.

Gardenia e poi

bicchieri vuoti tra di noi

su marmo freddo come te

che cerchi una storia che non c’è.

Gardenia e poi

ingannevole musica per noi

confusione un po’ così

ed io che non ricordo come finì.

Non alzi lo sguardo, che non abbandona i bicchieri vuoti sul tavolino.

La lampada sospesa decide di riempirli di luce ed oscurare il resto.

Il riflesso ti arriva sul volto e segna la tua distanza.

Non parli, non parlo.

Bicchiere di destra e bicchiere di sinistra, per poco ancora vicini, ormai vuoti.

Eppure sei lì a guardarli, a rimbalzarci sopra pensieri stanchi di diventare parole.

Rapporto emotivo con oggetto scenico. Prende vita quando l’oggetto è occasionale o puramente strumentale e la sua manipolazione inconsapevole. L’azione diventa una scrittura scenica che può essere letta nelle più sottili sfumature da chi assiste. L’attore narra inconsapevolmente l’intera parabola di uno stato d’animo nelle sue varie fluttuazioni. La comunicazione muta risulta spesso più esauriente di quella verbale. Non di rado la tecnica del rapporto emotivo con oggetto rivela all’attore sue tendenze interiori da lui stesso ignorate.

Bicchieri, ieri.

Bicchieri, chi eri?

Giochi di pensieri.

Pensieri statitici.

Pensieri bicchieri.

Bicchieri che guardi. A racchiudere. A racchiudersi.

Sembra che tu stia cercando qualcosa? Ma no, semmai come constatando. Anzi vedendo. Semplicemente ed asetticamente vedendo. Senza niente di oltre.

Aspetti solo che fatalmente qualcuno porti via i bicchieri. Il segnale per andartene. Per alzare definitivamente lo sguardo.

“Amico, Tu comprare rosa Signorina?”

E affonda la rosa tra i bicchieri.

“Bella rosa per bella Signorina…”

Alzi lo sguardo.

“Amico, solo uno euro, amico”

Altre due rose invadono il tavolo.

“Tre rose due euri, bella Signorina”. 

 Gardenia e poi

chissà che cosa vuoi

comunque domani lo so

accanto a te mi sveglierò.

Gardenia e poi

un altro wisky farmi male non può

più di quanto male ho

tanto la musica sempre più confusa non l’ascolterò.

Gardenia e poi

oggi sono io, ieri eravamo noi,

Gardenia e poi

oggi sono io, ieri eravamo noi.

 

Ho preso il testo di una canzone scritta anni fa e ci ho messo dentro la definizione di questo esercizio-esperimento che costituisce il punto più avanzato della tecnica psicoscenica dell'attore (Alessandro Fersen - IL TEATRO, DOPO - Ed. Laterza) per cercare di "vederlo" sulla pagina scritta. Come fosse un Corto.

LAB è lieto di presentare

Rac-corti,

a cura di Andrea Careri

giovedì 31 gennaio

ore 19.00

Lettere e caffè

via San Francesco a Ripa, 101

Roma

Ingresso gratuito

introduce Miriam G.L. Serranò

presenta Andrea Careri

letture di Sara Carallo e Marco Reale

info Isabella Borghese responsabile eventi Perrone-LAB mobile 347 8278394 e-mail isabella.borghese@gmail.com

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lunedì, 07 gennaio 2008
inadatti al volo

 

 

                            Salto nel vuoto

 

(ispirato dalla lettera aperta al Ministro della Salute Livia Turco pubblicata sul blog di Sante Bernardi.  http://santebernardi.wordpress.com/)

 

 

 

 

Le fiamme sono ormai arrivate al terzo piano e il fumo si è fatto strada fino alla porta della camera.

L’infermiera non abbandona la finestra con lo sguardo verso il basso, verso i pompieri, verso la gente, quattro piani più sotto.

Verso quella specie d’accrocco apprestato sotto la finestra.

Non c’è altro da fare, le hanno provate tutte.

Non rimane che il salto nel vuoto.

Il malato è ancora sul letto, occhi al soffitto.

Del resto sono giorni che sta così.

E’ malato di SLA (sclerosi laterale amiotrofica o malattia dei motoneuroni).

Una malattia incurabile, con progressive e definitive paralisi degli arti superiori ed inferiori, fino a paralizzarli, per poi attaccare i polmoni; oltre ad una serie di difficoltà obiettive, legate alla sempre inamovibilità degli arti.

Aveva presentato un ricorso, ex art. 700 c.p.c., alla Magistratura del Lavoro, per ottenere, come altri malati di SLA, l’erogazione, ad uso compassionevole, di una proteina americana (rh IGF1- rh IGF1 BP3) che, quanto meno, ritarda gli effetti tragici della malattia.

Aveva ottenuto la pronuncia favorevole con un’ordinanza, che, trasmessa alla ASL di competenza, avrebbe dovuto comportare l’agognata fornitura. Ma alcuni zelanti funzionari del Ministero della Salute avevano interposto appello avverso l’ordinanza favorevole e l’appello era stato accolto.

I giudici avevano motivato, rifacendosi ad una pronuncia dell’Agenzia Italiana del Farmaco, sostenendo che il preparato non era commercializzato neanche negli Stati Uniti, paese d’origine dove veniva prodotto, e di fatto ne avevano impedito l’uso.

Assumere questo farmaco, non sufficientemente testato, sarebbe stato come fare un salto nel vuoto.

L’infermiera osserva l’ammalato. Non sa che fare. Sono rimasti solo loro due intrappolati al quarto piano. Getta ancora lo sguardo dalla finestra verso il basso. Ormai il fumo è arrivato ai piedi del letto. Al di là della porta i bagliori delle fiamme. Forte il puzzo di bruciato.

Lo osserva. E’ assolutamente inadatto al volo. Eppure l’unica salvezza sembrerebbe essere quel salto nel vuoto.

Di fronte ad un salto nel vuoto.

Impedirlo?

O facilitarlo?

O semplicemente lasciarlo lì, da solo, e abbandonarlo?

Semplicemente.

Perché è inadatto al volo.

 

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martedì, 01 gennaio 2008

 

(…per iniziare con fiducia l’anno nuovo possono tornare utili anche i Maghi…)

 

 

Il Mago Momento & il Mago Motivo

 

 

Senza giri di parole

che non servono affatto,

racconto qualcosa

che sa di misfatto,

che anzi, davvero,

è ancora di più.

Credi a me, sono sincero,

ascoltami tu.

Esiste un non luogo,

che è senza passato

e senza futuro,

con solo presente.

Un non luogo, lo giuro,

allo stato puro,

che viene dal niente,

che all’improvviso è istante,

un unico tutto.

Ti svelo perché.

Questione di Maghi.

E’ sempre nel vento

il Mago Momento

dall’alto in discesa

lui plana a sorpresa

se trova all’arrivo

il Mago Motivo.

E, invero, furtivo

il Mago Motivo

è sempre ad un dipresso

nascosto in te stesso

e aspetta all’evento

il Mago Momento.

 

(…e il resto?

Beh, per il resto c’è un anno a disposizione…)

 

 

 

 

 

 

 

postato da: famoHPsse alle ore 19:09 | Permalink | commenti (24)
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