Rapporto emotivo con oggetto scenico.
Fuori è Via del Governo Vecchio, dentro è Gardenia. Un pub con uso di piano bar.
Dal semibuio un chiunque sottofondeggia una canzone.
Gardenia e poi
bicchieri vuoti tra di noi
su marmo freddo come te
che cerchi una storia che non c’è.
Gardenia e poi
ingannevole musica per noi
confusione un po’ così
ed io che non ricordo come finì.
Non alzi lo sguardo, che non abbandona i bicchieri vuoti sul tavolino.
La lampada sospesa decide di riempirli di luce ed oscurare il resto.
Il riflesso ti arriva sul volto e segna la tua distanza.
Non parli, non parlo.
Bicchiere di destra e bicchiere di sinistra, per poco ancora vicini, ormai vuoti.
Eppure sei lì a guardarli, a rimbalzarci sopra pensieri stanchi di diventare parole.
Rapporto emotivo con oggetto scenico. Prende vita quando l’oggetto è occasionale o puramente strumentale e la sua manipolazione inconsapevole. L’azione diventa una scrittura scenica che può essere letta nelle più sottili sfumature da chi assiste. L’attore narra inconsapevolmente l’intera parabola di uno stato d’animo nelle sue varie fluttuazioni. La comunicazione muta risulta spesso più esauriente di quella verbale. Non di rado la tecnica del rapporto emotivo con oggetto rivela all’attore sue tendenze interiori da lui stesso ignorate.
Bicchieri, ieri.
Bicchieri, chi eri?
Giochi di pensieri.
Pensieri statitici.
Pensieri bicchieri.
Bicchieri che guardi. A racchiudere. A racchiudersi.
Sembra che tu stia cercando qualcosa? Ma no, semmai come constatando. Anzi vedendo. Semplicemente ed asetticamente vedendo. Senza niente di oltre.
Aspetti solo che fatalmente qualcuno porti via i bicchieri. Il segnale per andartene. Per alzare definitivamente lo sguardo.
“Amico, Tu comprare rosa Signorina?”
E affonda la rosa tra i bicchieri.
“Bella rosa per bella Signorina…”
Alzi lo sguardo.
“Amico, solo uno euro, amico”
Altre due rose invadono il tavolo.
“Tre rose due euri, bella Signorina”.
Gardenia e poi
chissà che cosa vuoi
comunque domani lo so
accanto a te mi sveglierò.
Gardenia e poi
un altro wisky farmi male non può
più di quanto male ho
tanto la musica sempre più confusa non l’ascolterò.
Gardenia e poi
oggi sono io, ieri eravamo noi,
Gardenia e poi
oggi sono io, ieri eravamo noi.
LAB è lieto di presentare
Rac-corti,
a cura di Andrea Careri
giovedì 31 gennaio
ore 19.00
Lettere e caffè
via San Francesco a Ripa, 101
Roma
Ingresso gratuito
introduce Miriam G.L. Serranò
presenta Andrea Careri
letture di Sara Carallo e Marco Reale
info Isabella Borghese responsabile eventi Perrone-LAB mobile







